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MINISTERIA QUAEDAM

PAOLO VI

LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI MOTU PROPRIO

 

 

 

V. Il Lettore è istituito per l'ufficio, a lui proprio, di leggere la parola di Dio nell'assemblea liturgica. Pertanto, nella Messa e nelle altre azioni sacre spetta a lui proclamare le letture della Sacra Scrittura (ma non il Vangelo); in mancanza del salmista recitare il salmo interlezionale; quando non sono disponibili né il Diacono né il cantore, enunciare le intenzioni della preghiera universale dei fedeli; dirigere il canto e guidare la partecipazione del popolo fedele; istruire i fedeli a ricevere degnamente i Sacramenti. Egli potrà anche - se sarà necessario - curare la preparazione degli altri fedeli, quali, per incarico temporaneo, devono leggere la Sacra Scrittura nelle azioni liturgiche. Affinché poi adempia con maggiore dignità e perfezione questi uffici, procuri di meditare assiduamente la Sacra Scrittura.

 

Il Lettore, sentendo la responsabilità dell'ufficio ricevuto, si adoperi in ogni modo e si valga dei mezzi opportuni per acquistare ogni giorno più pienamente il soave e vivo amore (Cf Cost. sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, n. 24: AAS 56 (1964), p. 107: CONC. VAT. II, Cost. dogm. sulla divina Rivelazione Dei Verbum, n. 25: AAS 58 (1966), pp.829) e la conoscenza della Sacra Scrittura, onde divenire un più perfetto discepolo del Signore.


Chi è quindi il "lettore"? Il lettore è la persona addetta alla lettura a voce che ha ricevuto il ministero del lettorato, che nella chiesa cattolica conferisce l'incarico di proclamare la parola di Dio.

Un tempo all'interno degli ordini sacri minori, oggi anche un laico può essere lettore.

La chiesa prevede l'istituzione al Lettorato di coloro che proclamano le letture all'assemblea liturgica. A costoro viene affidata anche la preparazione dei fedeli alla comprensione della parola di Dio.

Si tratta quindi di un ministero con compiti di catechista, di educazione alla vita sacramentale e di evangelizzazione.
Presupposto fondamentale è la conoscenza, la mediazione e la testimonianza della parola di Dio
C) COMPITI DELL’ACCOLITO
(principi e norme per l'uso del Messale Romano)
 

Riti iniziali

148. Nel rito d’ingresso, il lettore può, in assenza del diacono, portare il libro dei Vangeli: in tal caso, procede

davanti al sacerdote; se no, sfila con gli altri ministri.

149. Giunto all’altare e fatta con il sacerdote la debita riverenza, sale all’altare, depone su di esso il libro dei

Vangeli e va ad occupare il suo posto in presbiterio con gli altri ministri.

Liturgia della Parola

150. Proclama all’ambone le letture che precedono il Vangelo. In mancanza del salmista, può anche

proclamare il salmo responsoriale dopo la prima lettura.

151. In assenza del diacono, dopo l’introduzione del sacerdote, il lettore può suggerire le intenzioni della

preghiera universale.

152. Se all’ingresso o alla comunione non si fa un canto, e se le antifone indicate sul messale non vengono

recitate dai fedeli, le dice il lettore al tempo dovuto.

 

 

 

il 1 novembre 1995 Mons. Salvatore Isgrò mi ha istituito Lettore nella Cattedrale di Sassari insieme ad altri 11 fedeli della chiesa turritana